Nel settore dell’imbottigliamento, il confezionamento secondario rappresenta una fase fondamentale per trasformare il prodotto finito in un formato pronto per la movimentazione, lo stoccaggio e la distribuzione.

La fardellatrice svolge un ruolo centrale in questo processo: raggruppa bottiglie, lattine o contenitori multipli attraverso l’applicazione di un film termoretraibile, creando confezioni compatte, resistenti e facilmente movimentabili.

Come funziona una fardellatrice?

Il processo di fardellatura avviene attraverso diverse fasi:

  • raggruppamento dei prodotti secondo il formato desiderato;
  • eventuale inserimento di un supporto in cartone (vassoio o pad);
  • applicazione del film termoretraibile attorno al gruppo di contenitori;
  • passaggio nel forno di retrazione, dove il calore permette al film di aderire alla confezione.

Il risultato è un fardello stabile e resistente, pronto per le successive fasi di movimentazione e pallettizzazione.

Le configurazioni possono variare in base alle esigenze produttive: dalle confezioni solo film alle soluzioni con film e vassoio, utilizzate quando sono richieste maggiore stabilità e resistenza.

Quali vantaggi offre una fardellatrice automatica?

L’integrazione di una fardellatrice automatica permette di migliorare diversi aspetti del processo produttivo:

  • maggiore produttività, grazie alla gestione automatizzata del confezionamento;
  • qualità costante delle confezioni, con risultati uniformi anche su grandi volumi;
  • riduzione dei tempi di lavorazione rispetto alle operazioni manuali;
  • ottimizzazione del consumo di film, grazie ai sistemi di controllo della tensione;
  • maggiore flessibilità produttiva, con possibilità di gestire diversi formati;
  • migliore organizzazione del fine linea, grazie all’integrazione con trasportatori, fasciatori e pallettizzatori.

I fattori che determinano la scelta della fardellatrice

La configurazione ideale di una fardellatrice nasce dall’analisi di alcuni elementi fondamentali della linea produttiva. Non conta solo la velocità della macchina, ma la capacità di adattarsi alle reali esigenze dell’impianto.

Tra gli aspetti principali da valutare:

  • Capacità produttiva
  • Formati e tipologie di confezione
  • Spazio disponibile e layout dell’impianto
  • Evoluzione futura della produzione

Un esempio concreto: il ricondizionamento BBM di una fardellatrice OCME Vega X30V

L’esperienza BBM nel settore delle macchine usate permette di trasformare impianti già esistenti in soluzioni nuovamente performanti e affidabili.

Un esempio è il progetto relativo a una fardellatrice OCME Vega X30V, fornita da BBM a un’azienda del settore alimentare dell’Europa dell’Est. La macchina, costruita nel 2004, è stata completamente ricondizionata presso l’officina BBM e successivamente personalizzata in base alle esigenze produttive del cliente. 

L’intervento ha incluso attività di revisione, ottimizzazione e adattamento della macchina, oltre a modifiche dedicate all’integrazione nella nuova linea produttiva. La fardellatrice è stata configurata per il formato 6×4 lattine su vassoio + film, raggiungendo una produttività di 30 pacchi al minuto.

Per migliorare la flessibilità dell’impianto, BBM ha inoltre installato un nastro di ingresso con sponde regolabili, progettato per agevolare i cambi formato e adattarsi a diverse tipologie di contenitori.

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Una fardellatrice usata può diventare una soluzione su misura

Nel mercato delle macchine per l’imbottigliamento, una soluzione usata non significa necessariamente una soluzione standard. Grazie a un’attenta attività di revisione e adattamento, una fardellatrice può essere riportata alle condizioni operative richieste e configurata per inserirsi in una nuova linea produttiva.

BBM propone fardellatrici usate dei principali costruttori del settore e realizza interventi mirati per rispondere alle esigenze specifiche di ogni cliente: dalla revisione generale agli aggiornamenti tecnici, fino alle modifiche necessarie per nuovi formati o differenti configurazioni di confezionamento.

Questo approccio permette alle aziende di ridurre i tempi di inserimento della macchina e di ottenere una soluzione industriale affidabile e personalizzata, con un investimento inferiore rispetto all’acquisto di un impianto nuovo. Allo stesso tempo, il ricondizionamento rappresenta una scelta più sostenibile, perché valorizza macchinari esistenti, ne prolunga il ciclo di vita e riduce il consumo di materie prime e risorse necessarie alla produzione di nuove attrezzature.

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